La normativa ha subito numerose modifiche circa la limitazione dell’uso del contante nelle transazioni, dal 2008 infatti è cambiato ben nove volte, comprensibile quindi che vi sia spesso confusione in materia.

La normativa attualmente vigente D.L. n. 124 /2019 convertito nella Legge n. 157 /2019 che ha modificato il limite previsto per l’uso di denaro contante con decorrenza dal 1/07/2020 al 31 /12/ 2021 in euro 2.000 e dal 01 /01/ 2022, salvo ripensamenti del legislatore, il relativo tetto sarà ridotto a euro 1.000.

Saranno consentite quindi le transazioni fino a 999 euro.

 

Ma perché tutto questo accanimento contro il denaro contante?  Il fenomeno dell’economia sommersa rilevata dall’ultimo rapporto Istat evidenzia che il valore dell’economia “in nero” e delle attività illegali in Italia, nel 2018, veniva stimato circa 211 miliardi di euro, pari a 11,9 % del PIL.

Inoltre l’85% delle transazioni giornaliere avviene in contanti, queste sono concentrate nei negozi per acquisti quotidiani come edicole e panetterie, ristoranti, bar e presso le stazioni di rifornimento.

 

 

 

Al fine quindi di disincentivare l’uso de contante e favorire una nuova cashless economy

è stato proibito l’uso dello stesso nelle transazioni di acquisto o di pagamento di beni o servizi al di sopra dei 2.000 euro. Resta chiaro che il cliente recatosi allo sportello potrà prelevare anche una cifra superiore a questo importo, purché non la finalizzi con un’unica transazione.

Così sarà possibile prelevare 4.000,00 euro per eseguire tre o più pagamenti differenti come pagare l’affitto, la spesa e le bollette. L’importante è che questa operatività sia ben chiara qualora l’Agenzia delle Entrate ne chiedesse giustificativo.

 

 Attualmente le movimentazioni per contanti di versamento o di prelievo presso gli Istituti di credito vengono registrate nell’ Archivio Unico Informatico (AUI) o in altro di cui si dota la Banca. E’ previsto un limite unico di registrazione per importo pari o superiore a 5.000 euro.

 

 

 

In occasione di queste movimentazioni sarà quindi prevista  la compilazione di un modulo di Adeguata verifica dove il cliente ci dichiarerà la motivazione del prelievo in contante. Non è invece più prevista la registrazione di operazioni frazionate il cui cumulo raggiunga la soglia dei 15.000 euro.

 

 

Le sanzioni per violazione del limite alle transazioni per contante:

da 2.000 euro a 50.000 euro per le violazioni commesse e contestate dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021;

da 1.000 euro a 50.000 euro per le violazioni commesse e contestate dal 1° gennaio 2022.

Nella violazione è coinvolto sia chi ha dato il denaro che colui che lo ha ricevuto.

Non c’è violazione nel caso di pagamenti autonomi, che non vanno quindi sommati algebricamente: pagamenti rateali in costanza di un finanziamento o effettuati in adempimento di un contratto di somministrazione (ovvero a prestazioni periodiche come la fornitura di acqua, luce, di giornali…).

This website uses cookies to analyze site traffic and improve your experience. By continuing to use this site, you consent to our use of cookies.