A ottobre 2021 l’inflazione corre al +3% sul 2020. Ecco i dati Istat e il commento di Confesercenti e Unione Consumatori 

Per il quarto mese consecutivo, accelera l’inflazione. Lo dimostrano i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica, secondo cui l’ulteriore rialzo dell’inflazione, con una crescita che non si registrava da settembre 2012, è in larga parte dovuta ai prezzi dei beni energetici.

Su base annua accelerano i prezzi dei beni (da +3,6% a +4,2%), mentre la crescita dei prezzi dei servizi è stabile (+1,3%). A salire sono, in particolare, i prezzi dei beni alimentari e quelli per la cura della casa e della persona.

Patrizia De Luise, presidente Confesercenti, ha espresso particolare preoccupazione per l’elevato aumento dei prezzi nella nostra economia: «Nei primi nove mesi del 2021 i prezzi delle materie prime industriali sono aumentati del 43%, il petrolio del 55%, il gas naturale del 166%. Un’ondata di rialzi che si ripercuoterà anche su prezzi e consumi. La maggiore inflazione potrebbe sottrarre, in due anni, 9,5 miliardi di euro di consumi: circa 4 miliardi quest’anno e 5,5 miliardi del 2022».

Anche per Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, la situazione è molto seria: «Il forte rialzo dei prezzi al dettaglio è massacro per le famiglie. Siamo inguaiati. L’inflazione decolla».

I dati della zona euro (+4,1%) preoccupano gli analisti, ma per ora la Bce non vuole aumentare i tassi. Secondo Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, la pressione sui prezzi si normalizzerà soltanto una volta che si allenteranno le strozzature nei rifornimenti di merci.

Roma, 16  novembre 2021

 

 

 

 

 

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