LA PIANIFICAZIONE

COS’È LA PIANIFICAZIONE?

Hai dei soldi da parte? Vuoi imparare a gestirli bene?

Sì, esiste il salvadanaio per metterli da parte e accumularli, risparmiando.

Ma è importante anche decidere come, se e quando spenderli.

Ed ecco che entra in campo una parola amica anche se un po’ lunga e strana: la pianificazione.

Per spiegartela, introduciamo qualche parola chiave.

IL REDDITO

Il reddito è l’insieme dei soldi che si ottengono dal proprio lavoro o facendo fruttare i beni che si possiedono. Nel tuo caso una cosa simile al reddito può essere la paghetta fissa che ti danno i genitori o i soldi regalati dai nonni.

Poi ci sono le spese: i giochi, i vestiti, la merenda, il concerto, lo zaino nuovo.

Quello che devi fare, sia che hai uno stipendio, come mamma e papà, sia che hai una paghetta o dei soldi regalati da parenti è adattare le tue spese ai guadagni, perché fare il contrario significa ritrovarsi con i debiti: cioè dover restituire a qualcuno i soldi che ci ha prestato per comprare cose che non potevamo permetterci.

Ed è qui che entra in gioco questa lunga parola: pianificazione.

Il primo passo essenziale per pianificare è distinguere le spese in bisogni (cose di cui non posso fare a meno, come il cibo) e i desideri o gli sfizi (cose che voglio, ma non sono necessarie, come un videogioco). E una volta capita la differenza, bisogna saper pianificare le spese, quindi avere un vero e proprio piano d’azione.

Questo non significa rinunciare ai propri desideri, ma stabilire un ordine. Prima devo essere certo che mi bastino i soldi per le cose necessarie, poi penso al superfluo.

Ed ecco altre tre parole chiave: budget, entrate e uscite.

IL BUDGET

Il budget indica la somma disponibile, cioè quello che hai “in borsa”, quanti soldi possiamo spendere.

Più precisamente il budget è un bilancio di previsione, cioè devo fare i conti: devo sapere che la mia paghetta è di 30 euro, ma anche che ogni settimana mi compro un pacco di figurine che costano 5 euro. Significa che in un mese spendo 20 euro (5 euro di figurine x 4 settimane del mese).

Insomma, il mio budget non è di 30 euro, ma di 30 euro – 20 euro di figurine = 10 euro. Poi però nonna mi regala 10 euro e allora il mio budget diventa 20 euro (già…10+10=20…le famose addizioni). Ma poi so che devo comprare anche il nuovo astuccio per le penne che costa 5 euro e il mio budget scende a 15 euro (20 -15 = 5…ecco qui le famose sottrazioni).

Ora che hai in mente questo esempio ecco le altre due magiche parole.

Le entrate sono i 30 euro di paghetta e i 10 euro regalati da nonna.

Le uscite sono i 20 euro al mese di figurine e i 5 euro di astuccio per le penne.

Le entrate e le uscite possono essere ordinarie: cose fisse come la paghetta (entrata) e la merenda che compro tutti i giorni (uscita), oppure straordinarie: il regalo inaspettato di nonna (entrata) e lo zaino che si è rotto e va ricomprato (uscita).

Ora che hai capito, prendi un quaderno e scrivi tutto (sì, serve conoscere un po’ di matematica, ma a scuola la fai, no?).

Ecco, segno i soldi che ho all’inizio (chiamato anche saldo iniziale) e man mano le ulteriori entrate e uscite del mio budget, il mio borsello.

UN CONSIGLIO IMPORTANTE

Se vuoi, puoi evidenziare le entrate in blu e le uscite in rosso, rispettivamente con il segno più e il segno meno. Una delle cose più semplici da fare è verificare se il totale sia “in attivo”, cioè che la differenza tra entrate e uscite abbia un “più”, o “in passivo”, cioè che abbia un segno “meno”: esattamente come si studia in matematica con i numeri positivi e negativi.

Esempio?

  • Paghetta 30 euro… voglio comprare un gioco che costa 50 euro e il mio totale è 30-50= -20. Sono in passivo.
  • Paghetta 30 euro… voglio comprare un gioco che costa 10 euro e il mio totale è 30-10= +20. Sono in attivo.

Ecco, questo è il calcolo del budget!

E poi che si fa?

La pianificazione è un continuo esercizio di previsione e controllo su entrate e uscite.

Ricorda che in una buona pianificazione le uscite devono essere più piccole delle entrate.

E devi considerare anche gli imprevisti.

Se questo mese ho dovuto comprare lo zaino che si è rotto (imprevisto), magari il videogioco lo compro il prossimo mese.