Il Pil reale nel nostro Paese si attesta al 6,2% nel 2021 con previsioni positive per il prossimo futuro. Sempre che non incidano troppo potenziali variabili negative, che incombono sull’intera area euro

Secondo le stime della Commissione europea, l’Italia non è più, in termini di crescita, ultima nell’Ue. Non lo è quest’anno e non lo sarà neanche l’anno prossimo. Dopo il netto rimbalzo nella prima metà del 2021, il pil reale in Italia è infatti destinato a continuare a crescere, grazie all’energica spinta data dagli investimenti.

Le previsioni mettono tuttavia in allerta sulla possibilità di venti contrari nel breve termine, ma questo allarme riguarda tutta l’area euro, e non solo. Nonostante la forte ripresa economica che apre la strada a una crescita più solida, la Commissione europea indica infatti che l’incertezza e i rischi sulle prospettive di crescita rimangono molto elevati: l’impatto della crisi pandemica sull’attività economica si è indebolito ma il virus non è ancora stato sconfitto e la ripresa dipende fortemente dalla sua evoluzione.

Secondo il commissario all’Economia Paolo Gentiloni, sono essenzialmente tre le minacce all’attuale quadro positivo: un marcato aumento dei casi di Covid, l’inflazione in crescita – causata in gran parte dagli alti prezzi dell’energia – e le interruzioni della catena di approvvigionamento che gravano su numerosi settori.

Roma, 12 novembre 2021

 

 

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